Sentenza #riders di Torino. Un’occasione unica per la lotta in tutta la gig economy

Il Tribunale di Torino riconosce i riders come lavoratori subordinati e gli riconosce stipendio, ferie e tutele del CCNL logistica e trasporti. Il governo pensa già a una norma che smini gli effetti potenziali mentre i sindacati confederali chiedono di rimandare tutto a un tavolo di concertazione con le aziende riunite in Assodelivery.

E’ un’occasione unica per pretendere l’applicazione del CCNL a tutti i riders, creando un precedente per riconoscere il lavoro subordinato nella gig economy, eliminando il falso lavoro autonomo e aprendo un percorso per l’estensione delle tutele minime a quello residuo.

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Patto per la fabbrica: la concertazione padronale sulla sicurezza sul lavoro

Dante De Angelis – Dell’accordo siglato tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria il 12 dicembre scorso in materia di salute, prevenzione e rappresentanza nei luoghi di lavoro si conosce ancora poco. Ecco alcune sommarie riflessioni visto che contiene importanti novità e riguarda, in primo luogo, tutti i lavoratori e coloro che si interessano a vario titolo della sicurezza e della salute sul lavoro ma anche i delegati, gli operatori della prevenzione, i medici competenti, i magistrati, ecc… il documento integrale è scaricabile a questo link .
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#8dicembre – Morire di lavoro e di precarietà

di D.S. – Si continua a infortunarsi e morire di lavoro, nell’indifferenza di padronato e politici. Più di 1.300 morti e oltre un milione di infortuni ogni anno sono il risultato di oltre venti anni di legislazione contro i lavoratori, dal “pacchetto Treu”, varato nel 1997, alla “Legge Fornero”, il “Jobs Act” con l’abolizione dell’articolo 18.

E’ una vera e propria strage determinata dal peggioramento delle condizioni di lavoro, dalla ricattabilità favorita dall’abolizione dell’Articolo 18 che ha dato piena libertà di licenziamento alle aziende obbligando, molto spesso, i lavoratori ad accettare condizioni al limite della sopportazione fisica. Ma purtroppo dei morti sul lavoro non si parla quasi più così come non si parla più di sicurezza sul lavoro. Le chiamano “morti bianche”, ma sono morti e infortuni per il profitto. Si, perché i diritti dei lavoratori sono diventati argomenti obsoleti, sono un ostacolo per le imprese, società, multinazionali.

I diritti ed i salari sono un costo mal sopportato dalle imprese e devono essere piegati alla produttività e alla flessibilità totale. Le riforme del mercato del lavoro hanno accompagnato questa voracità onnivora del capitalismo. Ritmi sempre più intensi, dettati dalle metriche dello sfruttamento, e sempre più ore lavorate per i dipendenti a tempo indeterminato sotto il ricatto delle tutele crescenti o della libertà di licenziamento. Nessun diritto e ritmi frenetici per il lavoro precario e intermittente all’inseguimento di un reddito da lavoro minimo per sopravvivere, contendendosi un pugno di ore e pagamenti dei servizi del neo-cottimo (come nella gig economy).
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Non solo Sud. Caporalato e sfruttamento: un modo di produzione

di D.S. – La morte di 4 lavoratori agricoli avvenuta il 4 agosto in un incidente stradale nel foggiano e quella di altri 12 lavoratori dello stesso settore avvenuta a Lesina in un altro incidente stradale, il 6 agosto, hanno riportato alla (momentanea) ribalta mediatica il «fenomeno» dello sfruttamento dei lavoratori stranieri, e non, impiegati nella raccolta degli ortaggi e della frutta.
Noi non accettiamo di essere spettatori di questa fiera dell’ipocrisia e vogliamo andare più a fondo sulla questione, spiegando i dettagli di una filiera che dai campi agricoli in cui si sfrutta la manodopera si sviluppa fino alla grande distribuzione.
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#DirittoDiResistenza #IoStoConNunzio Continuare la lotta nell’era #Minniti #Salvini

L’accanimento giudiziario contro Nunzio D’Erme, recentemente condannato in primo grado a tre anni e dieci mesi di reclusione, è indicativo di un clima che attraversa il paese e che influenza pesantemente anche gli ambienti giudiziari. Chiunque svolga un’attività sociale in difesa dei diritti e contro le ingiustizie è destinato ad incorrere in sanzioni amministrative e penali che in questi anni si sono andate sempre più inasprendo.

Mercoledi  #5dicembre alle ore 18 assemblea al Cinema Palazzo in Piazza dei Sanniti 9 a Roma.
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#8dicembre. Lo stop della #TAV sembra possibile #NoTav

Oggi lo stop alla Torino-Lione sembra possibile. Sappiamo che tutto quello che abbiamo ottenuto e tutto quello che otterremo lo dobbiamo alla lotta. È solo informandosi, incalzando il potere, assumendosi la responsabilità delle proprie scelte che si potrà vivere in un mondo migliore di quello in cui viviamo. Mentre continua ad imperversare a reti unificate l’isteria confindustriale per l’analisi costi e i benefici della nuova linea Torino-Lione, prendiamo questo spazio per dire due o tre cose che ci stanno a cuore. L’8 dicembre sarà una giornata di mobilitazione diffusa nei territori e a Torino in una campagna di mobilitazione che vedrà confluire tutti e tutte in una grande manifestazione nazionale a Roma il 23 marzo prossimo.
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Assemblea e presidio per la libertà di espressione sui luoghi di lavoro

Lanciamo una campagna di informazione contro questa prassi repressiva e di solidarietà verso i lavoratori e lavoratrici colpite, costruendo momenti unitari di dibattito e mobilitazione. Invitiamo quindi tutte e tutti coloro che sono sensibili a questi temi, a prescindere dalle proprie appartenenze, a un primo momento di dibattito e organizzazione delle iniziative di sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dalla repressione aziendale.

Domenica 25 novembre 2018 Assemblea pubblica alle ore 16 a Roma al Casale Alba2 Parco D’Aguzzano (Via Paternò da Sessa angolo di via Gina Mazza).

Mercoledì 28 novembre ore 9 presidio al Tribunale del Lavoro di Roma (via Lepanto 4) per il ricorso dei/lle lavoratori/trici dell’Ospedale L. Spallanzani sospesi per 4 mesi per aver denunciato le condizioni dell’Ospedale e della Sanità in un’intervista radiofonica.

 

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